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Ecco i piani per auto connessa e guida autonoma

Ricerca, nuove alleanze con Costruttori e filiera, una nuova piattaforma hardware-software espressamente dedicata all’auto connessa. Dopo aver investito, nel 2012, 100 milioni di dollari nel futuro delle quattro ruote (guida autonoma inclusa), Intel si appresta a fare un altro passo verso le tecnologie che collegheranno i veicoli all’Internet delle cose.

L’hardware. La strategia del colosso americano per l’industria automotive è stata presentata questo pomeriggio da Doug Davis, Corporate vice presidente general manager della divisione che si occupa dell’Internet of things. La prima novità è l’arrivo di Intel In-Vehicle Solutions, una famiglia di hardware e software per l’auto connessa che andranno a costituire un’unica piattaforma pronta per essere integrata nei veicoli: basata su un processore Atom E3800, la nuova architettura – scalabile in base alle esigenze dei Costruttori – sarà in grado di gestire grafica, connettività e multimedia (con video HD fino a 1080p e Dolby 5.1).

La ricerca. Davis ha ricordato anche gli sforzi di Intel nella ricerca sull’auto connessa: proprio su Quattroruote.it, poco più di una settimana fa, abbiamo parlato del Personal Vehicle Experience Research Project, una simulazione tridimensionale, molto vicina a uno studio sull’intelligenza artificiale, che mostrava le potenzialità di un’auto collegata ai dispositivi mobile, all’infrastruttura viabilistica e agli altri veicoli. “L’auto penserà a noi, saprà dove abitiamo, di cosa ci occupiamo e capirà le nostre emozioni”, ha già spiegato Richard Libby, Technical Marketing Engineer di Intel Labs. La direzione, insomma, è quella di un’auto “consapevole”, per quanto lontana nel tempo. Un altro progetto, meno futuribile ma decisamente necessario, riguarda la sicurezza dell’auto in Rete: i tecnici Intel, al lavoro su potenziali vulnerabilità, stanno infatti sviluppando contromisure per prevenire intrusioni sgradite nei sistemi dell’automobile.

Gli investimenti e le alleanze. Oltre ai 100 milioni di dollari impiegati per far nascere l’Intel Capital Connected Car Fund, Intel ha investito in aziende che stanno sviluppando piattaforme per la guida autonoma, ma anche veicoli connessi, sensori, radar e videocamere. Con i Costruttori, l’azienda sta portando avanti diverse di ricerca e sviluppo: la tecnologia Intel è già impiegata da BMW (per il Navigation System Professional), Infiniti (per l’infotainment InTouch della Q50) e Hyundai (per il Driver Information System presente nella Hyundai Genesis 2015).

La guida autonoma. Per Intel, chiaramente, non ci sono dubbi: prima o poi, l’auto-robot sarà una realtà disponibile sul mercato. Tuttavia, è presto per capire se il 2020 sarà davvero l’anno della svolta, come sostengono alcune Case: infatti, lo stesso Davis immagina un debutto “soft”. “Nel corso del tempo – ha spiegato il manager – le auto integreranno sempre più tecnologia. Alla guida autonoma arriveremo con un’evoluzione progressiva e continua, nel corso dei prossimi 8-10 anni”.

Fonte : Quattroruote.it

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