L’annuncio di Renzi “Accorpati Aci e Motorizzazione”

matteo-renzi

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“Accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione Civile”. Lo ha annunciato il premier, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri convocato alle 16 di oggi. Il provvedimento di riforma della pubblica amministrazione si chiamerà “Sforbicia Italia” e arriverà sul tavolo del governo il 13 giugno.

Il passaggio del Pra alla Motorizzazione… Per il momento non se ne sa di più. Così come è stata annunciata, con quella scarna definizione, la riforma potrebbe concretizzarsi nel trasferimento del Pra alla Motorizzazione civile, non essendo immaginabile il passaggio inverso visti i compiti istituzionali e i dati “sensibili” in possesso della direzione generale del ministero delle Infrastrutture, che è difficile immaginare in mano a un automobile club.

…o l’abolizione del Pra. In alternativa resta sempre “calda” l’ipotesi di un’abolizione tout-court del Pra, come peraltro era stato scritto nero su bianco nella bozza del cosiddetto decreto sulla spending review, abolizione poi “misteriosamente” scomparsa dal testo approvato dal governo. Peraltro questa ipotesi viene indicata come la più probabile da ambienti della maggioranza che sostiene il governo Renzi.

L’ipotesi “Archivio unico”. A meno che, invece, il presidente del consiglio non immagini, in realtà, un più semplice accorpamento di Pra e Anv, l’Archivio nazionale veicoli della motorizzazione, cosa che, peraltro, già prevede la legge di stabilità e che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, avrebbe dovuto attuare entro lo scorso 1° marzo. In quel caso resterebbe da decidere sotto quale “cappello” finirebbe il nuovo archivio (peraltro l’allora sottosegretario Erasmo D’Angelis dichiarò a Quattroruote di febbraio che il “cappello” sarebbe stato quello ministeriale).

Un Ente Motorizzazione civile. Resta infine sullo sfondo l’ipotesi, abbastanza improbabile in tempi di spending review, di costituzione di un nuovo ente autonomo, sulla falsariga di quanto fu fatto alla fine degli Anni 90 nel settore dell’aviazione civile con l’accorpamento del Rai (Registro aeronautico italiano), il Pra dell’aviazione, e di Civilavia (Dipartimento dell’aviazione civile del ministero dei trasporti), la “motorizzazione” dell’aviazione, in un nuovo ente, l’Enac (Ente nazionale dall’aviazione civile). Un’operazione analoga potrebbe portare allo scorporo della direzione generale della motorizzazione civile dal ministero delle Infrastrutture e la creazione di un nuovo Ente nazionale motorizzazione civile nel quale confluirebbe il Pra. Ipotesi, come detto, improbabile in tempo di spending review, ma che non si può escludere del tutto.

44 giorni di “passione”. Di certo la partita tra l’Aci e il governo, che ha già provocato la “misteriosa” scomparsa dell’articolo sull’abolizione del Pra dal decreto sulla spending review presentato due settimane fa, è solo all’inizio. Ci sarà “un mese di dibattito culturale su questi temi”, ha concluso Renzi. “Si può discutere quanto si vuole ma poi alla fine si decide, perché se si discute solo per discutere siamo al bar dello sport. Il conto alla rovescia”, ha tagliato corto, “è iniziato. Il 13 giugno si decide”.

L’incognita elezioni. Al di là del “dibattito culturale” evocato dal premier, a far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra saranno, inevitabilmente, anche gli esiti delle elezioni europee del 25 maggio. Se, come sembra, gli equilibri tra Pd e Ncd dovessero spostarsi a sinistra l’ipotesi di abolizione del Pra diventerebbe infatti più concreta rispetto a soluzioni intermedie e meno dolorose per l’Aci, del quale il Pra, con i suoi 3 mila dipendenti, è un pezzo decisamente importante (anche dal punto di vista finanziario).

Risparmi per la p.a. ma anche per gli automobilisti. L’importante è che alla fine, indipendente dalla sua “architettura”, la riforma produca, oltre a un taglio di spesa pubblica, due risultati concreti per i cittadini: semplificazione burocratica e riduzione dei costi a carico degli automobilisti. Non è compatibile con un paese moderno l’esistenza di un doppio documento (la carta di circolazione e il certificato di proprietà), così come non è più tollerabile il doppio balzello che si è costretti a pagare per le pratiche automobilistiche: 27 euro di “emolumenti Pra” all’Aci e 9 euro di “diritti Motorizzazione” (che peraltro finiscono nelle casse dello stato e non in quelle della direzione generale). Quattroruote chiede, su questa questione, un unico documento e un dimezzamento dei dei costi rispetto ai 36 euro attuali.

Fonte : Quattroruote.it

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