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MOTO GUZZI

TIPO: Moto

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Moto Guzzi – Una leggenda che conta più di 95 anni.

La fondazione

Moto Guzzi nasce nel 1921 a Genova e prende inizialmente il nome di ‘’Società Anonima Moto Guzzi’’, da Emanuele Vittorio Parodi e Carlo Guzzi.

La società portava il simbolo di un aquila che raffigurava il dipartimento Aeronautico Italiano della prima guerra mondiale, come tributo a Giovanni Ravelli, un loro caro amico scomparso nel 1919.

La prima moto prodotta è la G.P.500, acronimo di Guzzi e Parodi, tralasciato e trasformato più tardi in Moto Guzzi.

Con la Normale, escono già nell’anno di fondazione 17 modelli, con una potenza di 8cv, una velocità di 80km/h e fu la prima motocicletta a montare il cavalletto centrale.

Le competizioni sportive

La prima gara ufficiale risale al Settembre 1921, con due delle ‘Normali’, percorrendo 877 km nel Campionato Motociclistico Italiano con Mario Cavedini e Aldo Finzi. Con la 500C4V, ottiene il primo podio targato Guzzi nel Campionato Europeo del 1924, cominciando ad affermarsi anche fuori dal confine italiano.

Nel 1925 la fabbrica di Mandello conta 1200 motociclette prodotte e due anni dopo, con il nuovo telaio elastico con sospensione posteriore, progettato da Giuseppe Guzzi, portò la sua nuova G.T. in una spedizione diretta sino a Capo Nord, donandole poi il nome di ‘Norge’, a seguito dell’impresa compiuta.

Nel 29’ la società italiana tocca le 2.500 moto prodotte, portando l’azienda ad essere leader del mercato italiano, nel 1934.

Nel 1935, la casa italiana vince il prestigioso Tourist Trophy, con l’irlandese Stanley Woods nella categoria 500cm3 bicilindriche e nel 1937 con Omobono Tenni, conquista il podio nella classe 250.

Moto da guerra

Nel 1939 con l’avvio del secondo conflitto mondiale, arriva l’Airone 250, una moto destinata al settore militare, capace di raggiungere la soglia di 30.000 pezzi costruiti. Insieme al Airone Militare, vi erano altri modelli quali: l’Alce e il Trialce.

Terminato il conflitto mondiale, nel 1939, l’azienda italiana diventa Moto Guzzi S.p.A. e Antonio Micucci progetta il primo motore a due tempi, montandolo sul Guzzino 65, una motocicletta, che in tre anni, contò più di 50.000 esemplari.

Con la nuova società si volle distinguere le mansioni operative, in tre reparti di settore: il primo, affidato a Carlo Guzzi, prevedeva l’occupazione nelle migliorie e nell’aggiornamento dei modelli prodotti. Il secondo reparto, commissionato a Micussi, era occupato nella progettazione e sviluppo dei motori a due tempi; mentre il terzo reparto era completamente dedicato alle competizioni, ed era capeggiato dal trio Carcano-Todero-Cantoni.

Si gareggia di nuovo

Nel 1949 alla ripresa delle gare motociclistiche, Bruno Ruffo si aggiudica il Campionato Mondiale di Motociclismo, in sella alla Moto Guzzi 250.

Nel 1950 debutta il Falcone, una moto di grande cilindrata a quel tempo, 500cm3, era considerato infatti il sogno dei motociclisti italiani.

Nello stesso anno, arriva una grande inaugurazione che riguarda proprio la casa, ovvero, la galleria del vento.

Un impianto che vide la creazione delle prime carenature motociclistiche, a partire dal ‘becco’ che si occupava di dare carico aerodinamico sulla ruota anteriore e poi con le carenature a ‘campana’ che le inglobavano. Negli anni 50’ debutta il Galletto, il primo scooter a ruote alte, che era ammirato per la sua comodità e praticità di guida, più tardi su questo modello di scooter a ruote alte, in Aprilia esce lo Scarabeo.

Nel 1951 con Bruno Ruffo arriva il secondo titolo mondiale nella classe 250, mentre nel 52’ con Enrico Lorenzetti, vince il titolo Marche e con Ferguson Anderson nel 53’ e 54’, la Moto Guzzi si aggiudica il podio nella categoria 350cc.

Nel 1955 avviene la morte di Giorgio Parodi e nello stesso anno la casa inaugura la Guzzi 8 cilindri con 500 di cilindrata.

Nel 1957 la società strinse un patto di non partecipazione con altre case italiane, la Gilera e la Mondial. Un anno dopo esce lo Zigolo, il primo modello dotato di una canna motore cromata.

Con la morte del fondatore Carlo Guzzi, nel 1964, l’azienda s’imbatte in una profonda crisi, dovuta al boom delle automobili. La crisi economica e produttiva dell’azienda cessa solo nel 1967, a seguito del passaggio alla Società Esercizio Industrie Moto Meccaniche. Esce in questi anni la V7 Sport, una sportiva capace di sfiorare la soglia dei 200km/h, un record significativo in quegli anni. Più tardi, con il successo di quest’ultima escono la 750S e la 750 S3.

Moto Guzzi De Tommaso

Nel 1973 avviene un nuovo passaggio di testimone, subentra infatti il gruppo De Tommaso Industries Inc., di proprietà di Alejandro De Tommaso. Sotto la sua gestione arrivano la California, moto turistica e tra le moto sportive: la Le Mans, la Daytona e la Centauro.

Nel 1988 il gruppo De Tommaso decide di fondersi con la F.lli Benelli, dando vita alla Guzzi-Benelli Moto. In questi anni vi fu l’avvenimento storico del Circuito di Monza, in cui un pilota del team Moto Guzzi, il Sig. John Wittner, condusse la Guzzi Daytona arrivando ad un passo dal traguardo ma non raggiungendolo, a causa di un guasto alla candela. Nel 1992 esce la Daytona 1000IE, in versione stradale.

Nel 1994 appare la California 100 a iniezione elettronica. Nel 96’ la società torna dopo anni in attivo, grazie al controllo della Finprogetti, che rileva una quota del capitale della De Tommaso Industries Inc. cambiando ragione sociale dell’azienda, tornando al vecchio nome Moto Guzzi S.p.A.

Aprilia per poco

Nel 2000, Ivano Beggio, il titolare dell’Aprilia, acquista insieme alla Moto Laverda, la Moto Guzzi. Il primo modello uscito dal nuovo proprietario è il V11 Sport Rosso Mandello, prodotto in seguito in più versioni: V11 Sport, V11 Rosso Corsa, V11 Sport Scura, Ballabio, Tenni, Cafè Sport e Coppa Italia.

L’era Piaggio

Nel 2004 la crisi economica della casa Aprilia, di Ivano Beggio, finisce per coinvolgere anche Moto Guzzi che viene assorbita dalla Piaggio. Con la nuova gestione avviene il lancio della Breva V1100, della Griso e della Norge 1200, tutte con omologazione Euro 3.

Nel 2006 per celebrare la spedizione compiuta nel lontano 1928, da Giuseppe Guzzi, viene organizzato di nuovo un tour diretto a Capo Nord, guidato, questa volta, da quattordici Norge 1200.

Nel 2007 al Salone di Milano, Moto Guzzi presenta le sue novità, tra cui due nuovi motori, il V2 1200cm3 e 8 valvole e il 940cm3, e quattro moto, la Norge 850, la Griso 1200 a 8 valvole e la 940 Custom ribattezzata poi con in nome di Bellagio.

Daytona Speed Week

Nel 2006 con il Daytona Speed Week, la casa di Mandello torna dopo anni a dire la sua in campo internazionale, arrivando sul podio con Gianfranco ‘il Guaro’ Guareschi, nelle due manche della Battle of Twins, in sella alla MGS-01 Corsa, vincendo davanti a 80.000 persone e riportando Moto Guzzi tra le grandi. Nello stesso anno, il pilota si aggiudica anche il secondo posto nel Supertwins Italiano, guidando una moto da Superbike, ben più pesante delle concorrenti.

Moto Guzzi torna padrona del mercato

Nel 2008 MG consegna 35 Norge 850 Gt alla Polizia Tedesca di Berlino, a seguito di una gara di fornitura.

Nel 2009, al 67° Salone di Milano, la casa presenta tre nuovi modelli la V12LM, la V12 Strada e la V12 X, disegnate e progettate da Manuel Galluzzi e Pierre Terblanche, riscontrando un grande successo, tanto che gli viene assegnato il premio di migliori modelli presentati.

Nel 2010 con il 90° anniversario della casa torna la Moto Guzzi Nevada in versione ‘Anniversario’.

Nel 2012 invece, la Guzzi California 1400 con motore bicilindrico da 1400cc, monta fari a led diurni.

Nel 2014 nasce Moto Guzzi V7 dotata della sesta marcia e di due nuovi sistemi, l’ABS e Traction Control . Esce in tre versioni: Stone, ispirata alla V7 degli anni 70’, Special, sulla base della V750 S3; Racer, in edizione limitata.

Nel 2015 escono la Eldorado, che si appresta a diventare l’erede della 850, che ebbe un gran successo negli Stati Uniti; e la Audace, una moto prestante che monta un motore bicilindrico a V da 1400 di cilindrata. In questi anni, nasce il Guzzi Garage, dedicato alla costruzione di pezzi unici con la customizzazione personalizzata della propria moto.

Il 2016 è marcato dal 95° anniversario della casa di Mandello, in occasione di questo avvenimento viene riproposta la Stornello, che torna dopo 40anni dal suo debutto e proposta in due versioni: la V9 Roamer e la V9 Bobber con un motore da 850cc.

Jacopo P.

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