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Fedeltà alla marca: fantasia o realtà?

L’analisi Findomestic fa i conti agli automobilisti – Fedeltà alla marca ? Analisi di fedeltà La fedeltà alla marca è un valore chiamato in causa quando si tratta di definire i contorni di una relazione sentimentale. E cosa c’è di più

Pubblicato il 18 giugno, 2018

L’analisi Findomestic fa i conti agli automobilisti – Fedeltà alla marca ?

Analisi di fedeltà

La fedeltà alla marca è un valore chiamato in causa quando si tratta di definire i contorni di una relazione sentimentale. E cosa c’è di più coerente che usare questa qualità per stabilire l’intensità del rapporto tra un’auto e il suo proprietario? No, non è una provocazione né una riflessione cinica sull’amore quanto la constatazione del legame tra due entità diverse che però scelgono di trascorrere se non tutta la vita, buona parte di questa insieme. Ma quanto sono effettivamente fedeli gli automobilisti? E, soprattutto, quanto lo sono alla marca? Sono cioè disposti ad acquistare vetture della stessa casa, a sostituire il modello pensionabile con quello nuovo, all’interno della stessa azienda? Queste ed altre domande sono state oggetto dell’analisi eseguita dalla Findomestic, società finanziaria specializzata nel credito al consumo nell’ambito automobilistico.

La coerenza è solo di casa giapponese

La ricerca è stata effettuata in ben quindici paesi e quattro continenti e ha coinvolto oltre 10.000 intervistatori, accomunati dall’acquisto di un’automobile negli ultimi cinque anni. È emerso che un’alta percentuale di automobilisti dichiara la sua fedeltà alla marca con una media pari a 78% e con dati che spaziano dal 98% in Cina, all’82% in Messico e Sudafrica fino al 58% in Giappone mentre l’Italia si piazza un pelo sopra della media mondiale con il suo 80%. Ma cosa c’è di vero in queste dichiarazioni? Quanti sono gli automobilisti che, una volta acquistato il nuovo veicolo, confermano la fedeltà al marchio? Ecco la sorpresa: le percentuali si abbassano drasticamente di circa due terzi riducendosi al 23% (media internazionale).

Motivazioni e scuse

L’analisi ha dunque evidenziato una netta discrepanza tra la teoria e la pratica: a parte, infatti, i Giapponesi che spiccano per coerenza, la stragrande maggioranza dei campioni coinvolti ha dimostrato un cambiamento radicale verso la fedeltà alla marca. Quali sono le motivazioni alla base di tale scelta? A incidere è la disponibilità mostrata dall’azienda nel tempo in termini di assistenza o di delusione anche in relazione ad un unico modello specifico ma quello che più conta pare sia la convenienza economica offerta da altre realtà inclusive di marche e offerte vantaggiose anche se di seconda mano. Infine, a scongiurare la continuità con la marca è l’aggiornamento tecnologico che non consente sempre, per questioni ambientali, di investire su un’auto elettrica o ibrida ossia dal motore alternativo.

Una risposta ad ogni domanda

Stella S.

Fedeltà alla marca: fantasia o realtà?

 

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