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Test gas di scarico: non più scimmie ma persone

 Test gas di scarico – Ambientalisti e brand tedeschi divisi da indignazione e responsabilità. Test gas di scarico – I test pre-vendita, si sa, sono necessari in termini di sicurezza, salute e correttezza. Ogni ambito che preveda la commercializzazione di un

Pubblicato il 3 febbraio, 2018

 Test gas di scarico – Ambientalisti e brand tedeschi divisi da indignazione e responsabilità.

Test gas di scarico – I test pre-vendita, si sa, sono necessari in termini di sicurezza, salute e correttezza. Ogni ambito che preveda la commercializzazione di un oggetto o di un bene al servizio della comunità umana, vivente e ambientale, pertanto avvia, come legge prevede, una serie di indagini finalizzate a confermare da una parte i requisiti efficaci di comfort e benessere previsti, dall’altra l’inesistenza o la tolleranza di eventuali effetti collaterali, dannosi o invalidanti.

Negli anni la normativa ha avviato limitazioni, anche restrittive, sui test che coinvolgessero gli animali come cavie (ne ha fatto storia il mondo dei cosmesi) eppure in alcuni settori pare che tali regole non solo non siano state rispettate ma che, al contrario, siano state del tutto stravolte con il risultato di consentire persino l’impiego degli uomini. La notizia è emersa su alcuni quotidiani tedeschi che hanno denunciato il da farsi del gruppo Daimler, BMW e Volkswagen, indagati per aver “usato volontari per prove di respirazione”.

Tale rivelazione ha dello straordinario nel mondo automobilistico perché fino ad ora non era mai stata fatta alcuna dichiarazione di questo tipo neanche a livello d’indiscrezione. Nel 2015 era emersa la voce che certe aziende sottoponessero vari esemplari di scimmie all’esposizione continua (per quattro ore) di aria inquinata da gas di scarico, suscitando l’attenzione e l’indignazione di ambientalisti e non solo.

Oggi, invece, fonti autorevoli e indagini più accurate, hanno portato alla luce una rettifica di tale notizia evidenziando come al suddetto processo siano state sottoposte 25 persone sane i cui dati sulla condizione di salute sono stati poi tracciati dal personale medico della clinica di Aquisgrana. Le aziende coinvolte hanno condannato tale procedura e hanno dichiarato interesse nell’approfondire le responsabilità di tali azioni che, hanno garantito, non siano state mai autorizzate.

Ma basta CO2,  vogliamo un’e-mobility sostenibile.

Una risposta ad ogni domanda

Stella S.

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